La sede

PALESTRINA - Museo Archeologico Nazionale di Palestrina e Santuario della Fortuna Primigenia

 NOTIZIE UTILIIngresso

Piazza della Cortina, 1 – 00036 Palestrina (Rm)

tel.: (+39) 06 9538100

fax: (+39) 06 9538100

e-mail: sar-laz.palestrina@beniculturali.it

Direttore: Dott.ssa Sandra Gatti

Orario di visita del Museo: ore 9.00-20.00, chiusura biglietteria ore 19.00

Orario di visita dell’area archeologica del Santuario: gennaio-febbraio ore 9.00-16.00, marzo 9.00-17.00, aprile 9.00-18.00, maggio 9.00-18.30, giugno-agosto 9.00-19.00, settembre 9.00-17.30, ottobre 9.00-17.00, novembre-dicembre 9.00-16.00

Chiusura: 1° gennaio, 1°maggio, 25 dicembre

Eventuali aperture straordinarie saranno comunicate sul sito internet del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (www.beniculturali.it)

Biglietto intero € 5,00, ridotto € 2,50, fatte salve le agevolazioni previste dal regolamento di ingresso ai luoghi della cultura italiani, consultabili nel sito web del MiBACT. Apertura gratis la prima domenica del mese.

Museo e Santuario sono accessibili con un unico biglietto                         

Dalla Direzione del Museo può essere predisposta l’apertura degli edifici del foro dell’antica Praeneste (c.d. “Area Sacra” ed “Antro delle Sorti”) in Piazza Regina Margherita

 

carta dei servizi

 Carta della qualità dei servizi         Opuscolo   Opuscolo Museo 

 

 

 


 Il Museo è ospitato nel rinascimentale palazzo Colonna Barberini, costruito a partire dall’XI secolo sulla sommità dell’antico santuario della Fortuna Primigenia.

In origine fortezza dei Colonna, l’edificio fu distrutto ad opera delle truppe pontificie nel 1298 e 1437, in seguito a forti contrasti intercorsi tra la famiglia e il papato. La ricostruzione della città e del palazzo fu avviata verso la metà del XV secolo, quando vi avrebbe soggiornato Leon Battista Alberti, il famoso umanista e architetto, e fu portata a termine tra il 1490 e il 1500 da Francesco Colonna. A lui si deve il progetto del nuovo palazzo, con la chiusura del portico curvilineo di epoca romana, del quale la facciata del palazzo rispetta l’andamento, la costruzione del secondo piano, l’elegante portale di pietre intagliate a punta di diamante e il pozzo ottagonale, fiancheggiato da due colonne, posto al centro della scalinata semicircolare. L’edificio si distingue dalle altre costruzioni romane erette su antichi monumenti per la scelta consapevole della sua forma, che rappresenta una voluta sintesi di antico e moderno, un felice prodotto della progettazione rinascimentale che influenzò addirittura il Bramante, il quale ne ripropose l’aspetto nel Belvedere del Vaticano.

Nel 1630 il feudo di Palestrina fu ceduto alla famiglia Barberini e nel 1640 Taddeo Barberini apportò importanti modifiche al palazzo, tra cui la sopraelevazione del corpo centrale con l’orologio inquadrato da volute laterali e la ristrutturazione dell’atrio destinato ad ospitare il mosaico del Nilo appena restaurato. In alcune sale si conservano notevoli affreschi del XVI-XVII secolo.


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